L’’oggetto del desiderio ha il colore del vuoto

1. Il desiderio si dice in molti modi, ma nei suoi modi più autentici è desiderio di essere. Più autentici non significa ‘più originari’, come si potrebbe credere a partire da un anti-platonismo stereotipato, che le filosofie della differenza sono riuscite a diffondere. Esistono certamente buone ragioni per respingere la distinzione tra l’archetipo e la copia, tra l’origine e il simulacro; però esistono ragioni altrettanto valide per diffidare dell’Uno e del Molteplice, cioè della coppia concettuale che presiede al platonismo e ai suoi rovesciamenti più meccanici e prevedibili (come in Deleuze, per esempio). Più potente, e feconda, di uno/molteplice è l’opposizione tra diviso e indiviso. Qui vorrei offrire una breve introduzione a questa coppia di concetti in relazione ai problemi del desiderio, privilegiando però il versante dell’oggetto.

Per il senso comune, l’attrazione in cui consiste il desiderio può essere descritta così: un soggetto (indiviso) desidera, con intensità variabile, un oggetto (indiviso). Naturalmente, le determinazioni indicate tra parentesi non vengono pensate dal senso comune; che siano implicite, tuttavia, non significa che non risultino essenziali. Rispetto a questo schema, alcune teorie hanno introdotto precisazioni e sviluppi. Non è trascurabile, al di là della faziosità che lo rende spesso irritante, il contributo di Girard: c’è sempre un terzo che presiede al desiderio, vale a dire che il desiderio è sempre mediato da un altro. Non posso che concordare con questa precisazione, che però era stata già introdotta da Lacan con la tesi «il desiderio è desiderio dell’Altro», senza rinunciare alle distinzioni introdotte o rese possibili da Freud – distinzioni che Girard semplicisticamente preferisce ignorare.2 Né è trascurabile lo statuto seriale dell’oggetto del desiderio, a condizione di non ridurlo a molteplicità empirica.

http://www.giovannibottiroli.it/it/psicoanalisi/loggetto-del-desiderio-ha-il-colore-del-vuoto.html

 

https://prismi.wordpress.com/2008/08/02/fenomenologia-del-desiderio/

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